
Posted using ShareThis
Meglio l’agenzia o il passaparola? Ecco come trovare l’educatrice adatta ai propri figli e quanto bisogna
spendere per accogliere la persona giusta in famiglia
.
NOMI Lucrezia Lante della Rovere era affezionatissima alla sua tata. «Mi veniva di chiamarla mamma perché stavo più con lei che con mia madre».
MESTIERI Edward Norton decise di diventare attore grazie alla sua babysitter, Betsy True, che faceva l’attrice a Broadway. A 6 anni, lei lo portò a vedere If I were a Princess (la nostra Cenerentola) e lui decise che da grande avrebbe fatto l’attore.
NUMERI Secondo una stima di Acli Colf (in collaborazione con Inps), le babysitter in circolazione sono 230mila, hanno meno di 35 anni e provengono per la maggior parte da Sud America, Filippine e Est Europa (Romania, Bielorussia, Ucraina). Molte di loro lavorano in nero (7 su 10 secondo la Cgil).
PERMESSI Tra i motivi personali che costrinsero Caroline Kennedy a ritirarsi dalla corsa alla Casa Bianca ci fu l’assunzione di una babysitter senza permesso di soggiorno.
PASSAPAROLA Il metodo più comune per trovare una babysitter/tata è il passaparola. Simona Ventura è stata aiutata dalla madre. La marchesa Marta Brivio Sforza ha trovato due tate specializzate in gemelli nella maternità di un ospedale. Una era «talmente brava da diagnosticare una stenosi del piloro a uno dei bimbi».
DIFFERENZE Una tata ha una preparazione professionale, vive in casa con la famiglia, spesso è straniera e a volte fa anche piccoli lavori domestici. La babysitter è di solito italiana, studentessa o casalinga, si occupa “a ore” dei bambini e la sera se ne torna a casa sua. Tate, educatrici e puericultrici non amano essere chiamate “babysitter”.
Professionali, spesso straniere, aiutano a crescere i bambini, talvolta con un impegno a tempo pieno. Ma quanto costano, come si trovano........?
lunedì 28 settembre 2009
A.A.A. Cercasi tata… disperatamente
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)




0 commenti:
Posta un commento